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Evento attesissimo per gli americani, il Super Bowl ha visto sfidarsi ieri le squadre dei Kansas City Chiefs e i Tampa Bay Buccaneers, con la vittoria di quest’ultimi.

Oltre alla sfida sul campo, ce n’è un’altra che accompagna l’evento: quella degli spot pubblicitari trasmetti durante la partita.

Super BowlLe aziende hanno sempre fatto a gara per accaparrarsi spazi da 30 secondi durante questo imperdibile evento, proponendo spot studiati per stupire, per divertire ma anche per emozionare. Il Super Bowl, però, è una delle notti più costose per chi fa pubblicità, con i prezzi in continua crescita ogni anno. Per fare un esempio, nel 1967 uno spazio pubblicitario costava circa 38mila dollari, mentre nel 2020 il web magazine Ad Age ha riportato che il prezzo per avere uno spazio di soli 30 secondi è stato di ben 5,9 milioni di dollari.

Come funziona la pubblicità per il Super Bowl?

Considerati i costi e gli obiettivi, si prevede un lavoro di ricerca e creatività lungo ed intenso. Viene stilato un advertising plan con un anno di anticipo, dove vengono indicati budget, messaggio da promuovere e target. Se all’inizio il target prediletto erano uomini dai 20 ai 70 anni, adesso il pubblico da colpire sono le famiglie intere che si riuniscono davanti alla tv per assistere all’evento.

Una volta definito l’advertising plan, le aziende si affidano ad agenzie pubblicitarie specializzate, che, con il supporto del team creativo, preparano l’intero pacchetto pubblicitario, composto da banner, loghi, programmi per i social e cartellonistica. La tensione è alle stelle, perché i concorrenti sono molto professionali e ogni anno si presentano con idee sempre nuove e brillanti. E la stampa è davvero severa con i giudizi, un solo errore e ti ritrovi in prima pagina.. rovinato. Il risultato è una vera e propria guerra, quindi, all’ultimo spot.

Gli spot maggiormente iconici degli ultimi dieci anni (tra cui Google e Pepsi) hanno puntato su un approccio di tipo sentimentale, andando in onda prima e durante il Super Bowl. Quando il grande evento americano finisce, gli spot continuano a ricevere centinaia di milioni di visualizzazioni e ad essere condivisi e chiacchierati sulle principali piattaforme social.

Il ruolo del Social Media Marketing

Le operazioni di web marketing sono ormai parte integrante dell’advertising legato al Super Bowl. Ogni spot è un piccolo capolavoro che genera attesa. Prima dell’evento, sui social media vengono lanciati piccoli assaggi di quello che sarà lo spot in onda, come trailer e tweet, giocando sull’effetto suspance. Gli spot pensati per il Super Bowl ci mostrano come longevità e fattori emozionali siano essenziali in una buona strategia di marketing, qualsiasi essa sia. E di come sia fondamentale parlare dritto al cuore degli spettatori.

L’evento è andato in scena nel Raymond James Stadium di Tampa, con 22.000 spettatori a fronte dei quasi 66.000 posti disponibili. Oltre al pubblico, di ridotto troviamo anche gli investimenti pubblicitari da parte delle aziende. Infatti, molti hanno deciso di non acquistare spazi o di ridurli drasticamente per concentrare i propri investimenti in altro o per lanciare un messaggio a sostegno di chi lotta contro il Covid.
Hyundai, Ford, Little Caesars, Coca-Cola tra i grandi assenti di quest’anno.

Budweiser, partner dell’evento dal 1983, ha ridotto il suo investimento a soli 4 minuti di intrattenimento, puntando su marchi specifici: Bud Light, Bud Light Seltzer Lemonade e Michelob Ultra, preferendo investire un milione di dollari a una campagna di sensibilizzazione sul Covid-19 e sui vaccini.

Gli spazi lasciati vuoti da presenze storiche, come Budweiser o Coca Cola, sono stati rimpiazzati da realtà emergenti, come il social network Triller, applicazione simile a TikTok, oppure Vroom, la piattaforma online per la vendita di automobili.

Coca-Cola ha fatto una scelta drastica, visto che ha deciso di non acquistare neanche uno slot, come già fece nel 2019. Coca-Cola ha subito un calo nelle vendite a causa della chiusura di stadi, cinema, luoghi di aggregazione che sono tradizionalmente ottimi punti vendita e ha annunciato prossimi licenziamenti.

Dopo i grandi assenti, parliamo dei presenti.

Cheetos, il noto marchio di snack alla farina di mais a base di formaggio, ha realizzato uno spot musicale sulle note di “It wasn’t me” di Shaggy per convincere il pubblico di non essere il responsabile della “sparizione” dello snack. Nello spot, Ashton Kutcher si chiede dove sia finita la sua borsa di Cheetos Crunch Pop Mix, perfetti da gustare durante il match. Sembra che la colpa sia di sua moglie, Mila Kunis.

Bud Light ironizza sulle piccole difficoltà che abbiamo affrontato durante la pandemia e il lockdown, dal taglio di capelli fai-da-te ai piani di matrimonio falliti. Lo spot collega il nuovo sapore di limonata hard seltzer del marchio mostrando i limoni che cadono dal cielo come simbolo di tutti i “limoni” che il 2020 ci ha portato.

La multinazionale main sponsor dell’evento Pepsi ha scelto di rendere protagonista dell’Halftime Show The Weeknd, che si è esibito allo spettacolo dell’intervallo cantando “Blinding Lights.

Non ci resta che aspettare il prossimo SuperBowl per stupirci ancora e ancora, l’advertising plan 2022 comincia ora!

 

Di seguito il link alla pagina relativa ai lavori che abbiamo realizzato per i nostri clienti e ai servizi che offriamo, tra i quali video, immagine, grafiche in 3D.

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