Tempi difficili per chi vuole portare cultura in tv. I dati di ascolto parlano chiaro, gli spettatori scelgono l’intrattenimento trash per le loro serate casalinghe.

Nell’ epoca del declino della televisione a favore di altre piattaforme di produzione e fruizione di contenuti, questa offre ancora spettacoli che riescono a creare audience e clamore, complici i social network che creano engagement tramite tweet e meme, inerenti alle vicende trasmesse. Programmi come Uomini e Donne, Grande Fratello e Temptation Island sono lo specchio della società che, nonostante venga rappresentata in maniera amplificata, coinvolge lo spettatore che, in un modo o nell’altro, si immedesima nelle situazioni proposte.

Anche perchè, dopo una giornata passata a lavoro, l’utente cerca svago e leggerezza.

Trash 1
Illustrazione di Diego Fabbri

I tormentoni sfornati costantemente dalla televisione stanno entrando a far parte della cultura popolare. “Buongiorno da Mondello” o “Non ce n’è Coviddi”, semplici frasi che hanno fatto diventare la loro autrice, la Signora Angela Chianello, una vera influencer da 191mila followers, in 24 ore, consacrandola ad icona trash di questo 2020.

In Italia c’è ancora la cultura dell’ “andare in TV” come massima aspirazione, come coronamento del proprio successo sociale. In un’epoca di apparenza, la tivù è il miglior trampolino di lancio per sfondare nel mondo dello spettacolo. Fotogramma dopo fotogramma, ciò che viene trasmettono agli spettatori sono i canoni del periodo, le componenti principali per essere accolti nell’albo della televisione.

Guardare i reality è dunque sbagliato? No, anzi è uno squarcio di realtà, seppur ingigantito, che mostra verso quale direzione stiamo andando.

L’ essere umano è questo, un animale curioso con il  complesso di superiorità. Ci fa sentire migliori guardare i programmi trash. Migliori di chi? Di perfetti sconosciuti, con i quali il confronto reale non avverrà mai. Però, se da un lato ci sentiamo completamente distaccati dai personaggi, dall’ altro riconosciamo in loro la versione eccessiva ed esagerata di noi stessi. Magari abbiamo fatto degli errori simili nella nostra vita sentimentale presente o passata, magari nella vita reale utilizziamo gli stessi meccanismi di difesa e di manipolazione utilizzati dai concorrenti.

David Grossman in Che tu sia per me il coltello scriveva: “Chi può resistere alla tentazione di sbirciare nell’inferno di un altro?”. Il trash tv non è altro che questo, ma con un pizzico di drama.

 

-Diletta Simoncini

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